• di Stefano Stefanutto Rosa / by CinecittàNews

    Sono passati appena tre mesi dall’Orso d’oro vinto a Berlino dai fratelli Taviani con Cesare deve morire e il nostro cinema di nuovo è sulla ribalta internazionale con il Grand Prix vinto da Reality di Matteo Garrone, che già aveva portato a casa nel 2008 lo stesso importante riconoscimento con Gomorra, dal romanzo di Roberto Saviano. “Il cinema è un’arte collettiva: condivido questo premio con tutte le persone che hanno lavorato al film, gli attori, la troupe, i produttori, siamo una squadra”, così Garrone commenta a caldo la vittoria del suo film che sarà in sala dal 28 settembre con 01. “Non sapevo cosa attendermi, perché nei giorni scorsi non ho letto molto i giornali ed ero partito dalla Croisette. Certo, sono stupito e felice perché sapevo quanto forte era la concorrenza e anche perché credo che questo premio aiuterà il film a trovare nuovi spettatori”. E il regista mostra ai giornalisti con orgoglio la pergamena del suo Grand Prix, un riconoscimento importante secondo solo alla Palma d’Oro vinta dall’austriaco Michael Haneke con Amour.

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    E sempre davanti ai giornalisti il regista chiama al cellulare il protagonista del film, il detenuto Aniello Arena, che oggi è a casa con un permesso. “Non sto nella pelle, sono contento per me ma anche per il cinema italiano – dice Arena – Dedico il premio a tutti quelli che hanno creduto in me, a Matteo, alla Compagnia della Fortezza. Ho avuto tanti permessi per girare film e non avrei mai immaginato di arrivare fin qui, ma ci speravo, perché da dieci anni ho lavorato duro. Matteo mi ha accompagnato come un bambino per mano”.

    Tocca di nuovo a Garrone : “Con Gomorra avevo la sensazione che avrei vinto un premio, stavolta no. Ho scelto gli stessi ambienti di quel film per raccontare una storia questa volta con taglio favolistico. Mia nonna era napoletana, ma Napoli è una coincidenza. Il mio sentimento verso i personaggi? C’è amore, li seguo senza giudicare”.

    “Il Festival di Cannes premia per la seconda volta il grande talento di Matteo Garrone e lo conferma come uno degli autori più innovativi e visionari a livello internazionale”. Lo sottolineano in una nota congiunta Franco Scaglia e Paolo Del Brocco, rispettivamente presidente e ad di Rai Cinema che fanno notare “come nella migliore tradizione del grande cinema italiano, Reality racconta il nostro presente con uno sguardo lucido ed evocativo e, come già con Gomorra, Garrone dimostra la straordinaria capacità di immergersi nella realtà con la forza delle sue immagini. Il nostro cinema ha ancora una volta la forza e le capacità di essere protagonista”. Rai Cinema, che ha prodotto il film insieme a Fandango, conclude la nota, “è particolarmente orgogliosa di aggiungere questo premio così prestigioso al suo palmarès, continuando la felice sequenza che ha visto i film da noi coprodotti affermarsi nell’ultimo anno nei festival più importanti del mondo. La Rai continua ad essere al fianco del cinema di qualità”.

    Soddisfazione viene anche dal presidente della Rai Paolo Garimberti: “Un premio straordinario che ci riempie di gioia e di orgoglio perché è un risultato meritato. Il Gran Premio della Giuria – prosegue Garimberti – vinto con Reality appena 4 anni dopo quello vinto con Gomorra, certifica la grande qualità del lavoro della Rai che si aggiudica nuovamente il premio più prestigioso del Festival di Cannes, secondo solo alla Palma d’oro”.

    “Dopo la Berlinale con Cesare deve morire, la Rai segna un altro straordinario successo a Cannes – commenta il direttore generale della Rai Lorenza Lei – la Rai scommette ancora sul film d’autore perché crede che il pubblico abbia desiderio di fermarsi, riflettere ed interrogarsi. E Reality è senza dubbio un film che, con apparente leggerezza, svela attraverso il racconto popolare gli spaccati dell’animo umano più profondi e disarmanti”. E la Rai, aggiunge il dg, “crede nel cinema come ‘fotografia’ del Paese e attraverso i personaggi che lo schermo propone desidera raccontare la società d’oggi. Reality è commedia ma anche rappresentazione della vita; è sogno ma anche duro vivere quotidiano. Ancora una volta il servizio pubblico nella sua missione di impresa culturale si fa ‘ponte’ per raccontare anche con il linguaggio della commedia i tanti volti della società, le tante aspirazioni, i successi e anche gli insuccessi. E il ruolo da protagonista affidato a un detenuto ergastolano – conclude Lorenza Lei – è un ulteriore segnale di come il cinema, il teatro, la televisione stessa, in definitiva la cultura, la Rai, attraverso il suo impegno costante, possano contribuire fortemente a offrire a tutti occasioni in più per essere parte attiva della società”.

    Il presidente della giuria Nanni Moretti ha spiegato che nessun premio è stato dato all’unanimità, ma tra i giurati ci sono state discussioni costruttive. “Reality è piaciuto per la miscela di dramma e humour, è stato anche apprezzato il rinnovamento della commedia italiana. Raramente mi sono trovato così bene in una giuria”. Sul film Nanni ha poi citato Eduardo: “Chi cerca lo stile trova la morte, chi cerca la morte trova lo stile”. I suoi giurati hanno apprezzato “l’amore per i personaggi e anche le interpretazioni di Aniello Arena e di sua moglie. “Ci sono inquadrature che esprimono un mondo”. Infine sulla Palma d’oro a Michael Haneke, che in passato, ai tempi di Funny Games, Moretti aveva dichiarato di detestare: “Sono troppo anziano per alimentare sentimenti che mi corrodono. Tuttavia sia Loach che Haneke sono molto cambiati”.

    Da segnalare che Oscilloscope Laboratories ha acquistato i diritti per gli Usa del film di Garrone. “E’ una visione complessa, provocatoria e profondamente coinvolgente della nostra cultura ossessionata dai media, realizzata da uno dei filmmaker più interessanti e dotati di talento di oggi”, ha commentato David Laub della Oscilloscope a ‘The Hollywood Reporter’.